Con l’Ordinanza n. 16439 del 27 maggio 2026, la Suprema Corte di Cassazione ribadisce che nelle controversie sull’autenticità di un testamento olografo la consulenza grafologica rappresenta un importante strumento di supporto, ma non può essere l’unico parametro decisionale.
Il giudice, cui spetta la decisione finale, deve formare il proprio convincimento attraverso una valutazione complessiva dell’intero quadro probatorio (scheda testamentaria, scritture di comparazione, contesto familiare e successorio, testimonianze), senza pretendere una “certezza scientifica” assoluta, né delegare la decisione alla “probabilità tecnica” espressa dal CTU.
La Corte di Cassazione ha quindi censurato la sentenza d’appello che aveva attribuito un peso determinante ai dubbi espressi dal consulente grafologo senza un autonomo e puntuale scrutinio dell’intero compendio probatorio.
